L’azienda è in
crisi. Si pensava a un momento passeggero, ma non è così, questa è una
crisi vera, profonda, quel tipo di crisi che richiede soluzioni drastiche, dolorose. E la soluzione si è trovata. La più dolorosa di tutte. Il presidente ha appena firmato l’accordo d’intesa: è partito il processo di
fusione con la Digitex.
Con la fusione l’azienda è inevitabilmente cambiata ma certe abitudini sono impossibili da cancellare. Anche lottando sotto la stessa bandiera la Digitex sarà sempre la Digitex, l’eterno nemico, odioso e comunque dalla parte del torto. La situazione dopotutto sembra essere uguale a prima, anche se con una piccola grande differenza: adesso bisogna lavorare assieme… e con un problema in più: la barca è diventata un po’ stretta per contenere tutti i dipendenti. Come sempre, dopo le grandi fusioni, il personale è in soprannumero. La dirigenza ha deciso di sfoltire i ranghi, liquidare i dipendenti poco produttivi e tornare all’efficienza.
Ma chi verrà licenziato? Noi o quelli della Digitex?
Non c’è fretta, la fusione è solo agli stadi preliminari, la firma d’intesa è solo il primo passo, la fusione dopotutto è un processo lungo, ci vorranno mesi per arrivare alla chiusura dell’accordo, intanto le due società devono imparare a lavorare insieme, a conoscersi e a confrontarsi. A supervisionare questo periodo di transizione è stato chiamato
un superconsulente esperto in fusioni: ha il compito di ottimizzare il lavoro e di valutare le capacità dei dipendenti delle due società. La decisione di chi salvare o chi sacrificare è in gran parte nelle sue mani.
Riusciranno i nostri impiegati a sopravvivere alla fusione?